IL  PORTO  DI  MOLFETTA

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La storia

Nelle rappresentazioni storiche di età moderna, insieme allo stretto rapporto esistente fra la città e il mare, si legge immediatamente l’importanza dell’ampia ansa naturale prospiciente il Duomo, quale naturale punto di approdo e futuro porto della città, realizzato in diverse fasi, a partire  dal 1844.

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Veduta di Molfetta ,Piri Re’is, 1526, Atlante. Biblioteca Universitaria Bologna Molfetta 1586, Biblioteca Angelica, Roma G.B. Pacichelli, 1703

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F. La Marra 1780, part.  stampa devozionale Ferrara 1824 Biblioteca Nazionale

Fino ad allora i punti di approdo utilizzati erano la Cala di S. Giacomo, sulla strada per Bisceglie distante quasi 2 km da Molfetta  e, in seguito, la Cala dei Pali, molto più vicina alla città. Ma questi due approdi erano insufficienti a soddisfare le necessità della marineria locale, che svolgeva un notevole traffico mercantile con i porti dell’Alto Adriatico. Si sentiva pertanto l’esigenza di un approdo più sicuro e vicino.
Nella prima metà del XVI secolo la costruzione di un molo attiguo al Duomo riuscì a proteggere parzialmente dal vento Greco - Levante l’ansa naturale di mare a ponente della città, risultava tuttavia ancora insufficiente alla sicurezza del naviglio.
 Nel 1824, a seguito delle continue richieste della marineria locale, il Comune di Molfetta commissionò a Francesco Sponsilli, ex tenente del Genio, il progetto di un porto. Dopo accurato sopralluogo alla rada antistante l’antico Seminario,  con la consulenza dello scienziato Giuseppe Maria Giovene, lo Sponsilli preparò un progetto corredato dai relativi disegni. La spesa fu preventivata in 31.000 ducati.

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Ing. Arch. F.Sponsilli. Pianta del porto di Molfetta (1824). Archivio Stato Napoli (su concessione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Vietata qualsiasi riproduzione o duplicazione). Ing. Arch. F.Sponsilli. Porto di Molfetta, particolari costruttivi del braccio esterno   (1824). Archivio Stato Napoli (su concessione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali. Vietata qualsiasi riproduzione o duplicazione).

Il progetto di Sponsilli prevedeva la costruzione di due bracci a protezione dai venti di Tramontana e Greco-Levante. Su quello esterno era prevista la costruzione del faro e di alcuni ambienti ad uso di Lazzaretto, per la quarantena dei marinai.

Nel 1825 l’ing. Gabriele de Tomasi, per migliorare la fattibilità del progetto dello Sponsilli, apportò alcune modifiche che comportarono l’aumento di spesa a 55.000 ducati. Il Governo Municipale e le classi imprenditoriali molfettesi, per reperire l’ingente somma, stabilirono di comune accordo l’introduzione di nuove tasse. Ci fu anche il libero concorso di Enti religiosi locali.

Nel 1841 il progetto definitivo del de Tomasi fu approvato e finalmente nel gennaio 1844 si diede inizio ai lavori di preparazione. L’appalto fu aggiudicato alla Società costituita dai napoletani Gaetano Correale, Guglielmo Ferri e Raffaele Ferrillo. Per la posa della prima pietra si scelse il 30 maggio 1844, giorno dell’onomastico di re Ferdinando. I lavori previsti terminarono nel 1846. Nel mese di maggio del 1848 re Ferdinando II, passando per Molfetta, compiaciuto dell’opera eseguita, approvò un progetto supplettivo per la continuazione e il completamento delle opere eseguite fino ad
allora.

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C. de Judicibus 1864 Archivio Comunale Molfetta, Pianta di Molfetta con i due moli intitolati a San Corrado e a San Michele, ancora isolati dalla terraferma. IPianta del Porto di Molfetta, 1898 Istituto Idrografico della Marina
Con la costruzione del nuovo porto, il flusso commerciale crebbe enormemente, tanto che il 18 giugno del 1882, alla presenza di Alfredo Baccarini, Ministro dei Lavori Pubblici, fu avviato l’ampliamento del porto, consistente nel congiungimento dei due moli alla città e la costruzione del molo foraneo, dal Faro in fuori. I lavori furono affidati alla ditta napoletana di Gesualdo Casimiro Dini.

A queste opere essenziali seguirono la costruzione del molo Pennello nel 1890, la costruzione dello scalo d’alaggio nel 1900 e la costruzione della banchina S. Domenico negli anni Venti.

Nel 1930 con la costruzione del Mercato Ittico all’Ingrosso la città si dotò di una struttura consona alle sue esigenze commerciali.

In seguito ad un fortunale avvenuto nei primi giorni di gennaio del 1949  e  per dare più sicurezza alle navi, fu progettata la diga a ponente del porto, la cui radice doveva avere inizio tra la cala San Giacomo e il Santuario della Madonna dei Martiri. La diga fu iniziata il 3 giugno del 1951 con la posa della prima pietra. Appaltatrice della costruzione fu la ditta Ciardi di Roma e la spesa prevista per il 1° lotto fu di £. 1.100.000.000. La diga fu intitolata al Vescovo di Molfetta mons. Achille Salvucci.

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Ing. D.Iannone, 1968, Pianta del porto col prolungamento del molo foraneo e il congiungimento della diga Salvucci alla terraferma.

L’ultimo piano del porto prevede  il prolungamento e il congiungimento della diga alla terraferma

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La Scuola Marina

L’esigenza di preparare, qualificare e specializzare la classe operaia sul sistema innovativo del mondo del lavoro su tutti i diversi settori produttivi si diffusero le scuole professionali prima serali poi anche diurne. Anche la classe marinaresca molfettese sentì il bisogno di un adeguata preparazione alle nuove tecniche della pesca, così nel 1919 iniziò a funzionare una Scuola Professionale Marittima con 30 allievi. Dipendeva dal Consorzio Scuola Professionale per la Maestranza Marittima con sede a Roma. La scuola di Molfetta nel 1930 la frequentavano circa 130 allievi con corsi diurni e serali. Si era abilitati a: Marinai autorizzati alla pesca illimitata, Marinai autorizzati al traffico, Padroni marittimi. Con l’avvento dei motori fu istituito il corso da Motorista. Per l’attenzione particolare del contrammiraglio Stefano de Dato la scuola fu dotata di varie imbarcazioni e di un corredo di materiale didattico.

Nel 1934 fu costruita una nuova sede sopra i locali del Mercato Ittico all’Ingrosso sulla Banchina S. Domenico. Nel 1936 il Consorzio assunse la denominazione di Ente Nazionale per l’Educazione Marinara (ENEM).

La sede di Molfetta per la numerosa frequenza anche forestiera assunse nella Regione una notevole importanza. Nel 1957 fu istituito anche un corso per radiotelegrafisti. Nel 1964 la Scuola ulteriormente potenziata nelle strutture didattiche fu trasformata in Istituto Professionale di Stato per le Attività Marinare. Dal 19--- l’Istituto ha una nuova sede più consona ai tempi nei pressi della Prima Cala. Per il ridimensionamento del settore della pesca e dei traffici marittimi l’Istituto adeguandosi ai tempi ha istituito altri corsi di specializzazione.


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